Dopo lo straordinario successo della manifestazione svoltasi presso il castello di Riomaggiore del 26 novembre 2016, all’interno della nostra associazione si è discusso in merito ad un’eventuale presa di posizione dell’associazione Cinqueterre un Comune relativamente a tematiche di carattere territoriale e di interesse comune.

Di fronte ad un quotidiano chiassoso proliferare di comunicati, articoli di stampa e convegni, rompiamo gli indugi e pubblicamente diciamo che è giunta l’ora di dire basta a questo scempio delle Cinqueterre, basta a entità economiche e politiche estranee al nostro territorio che assumono decisioni non condivise con i nostri sindaci, basta a amministratori di enti pubblici che un giorno sostengono una cosa e il giorno dopo un’altra, basta con tutta questa confusione che porta solo danni alla nostra immagine e alle microaziende locali, basta sottomettere i residenti ad una scadente qualità della vita in quello che viene da molti definito (quasi sempre per loro convenienza) un “paradiso”.

Non ci appartengono e respingiamo al mittente frasi tipo “padroni a casa nostra” o “chiudersi a riccio”; vorremmo invece creare le condizioni per una nuova realtà amministrativa/sociale/tecnica/economica e territoriale condivisa, per meglio confrontarsi e utilmente interagire con l’esterno.
In tutta questa ridda di articoli e comunicati la voce dei nostri tre sindaci risulta ovattata e pare a molti confusa nel frastuono di fondo; ma lo voce dei sindaci è la voce della nostra comunità e come tale deve essere riconosciuta e ben riconoscibile, a maggior ragione perchè i tre sindaci, con diverse sfumature, dicono la stessa cosa; e diversamente non potrebbe essere perchè interpretano e rappresentano comunità con la medesima identità.

Certo questa unica voce sarebbe, probabilmente, meglio ascoltata se il Comune Unico delle Cinqueterre fosse già costituito, ma nel tempo necessario affinché ciò avvenga (auspicabilmente allo scadere degli attuali mandati) il timone dell’imbarcazione Cinqueterre deve essere saldo nelle mani dei nostri tre sindaci che sono espressione diretta di tutti i residenti e delle categorie che nel territorio operano.
Con la caparbietà e la meticolosità di coloro che hanno formato l’aspetto di questo nostro territorio che ora si va consumando, senza la pretesa di avere le soluzione in tasca, ma con aperta convinzione, lavoreremo per la massima possibile unità del territorio traguardando l’obiettivo della FUSIONE COMUNALE.

Perché questo richiedono i fatti, perché questo ci chiede la nostra gente.

Comunicato stampa – 18 maggio 2017

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