Art. 1 DENOMINAZIONE
È costituita nel rispetto del codice civile l’associazione “Cinqueterre un Comune

Art. 2 SEDE
L’Associazione ha sede legale presso la residenza del Presidente, non ha scopo di lucro, ha durata limitata e, in funzione dell’esito del referendum popolare di cui agli scopi del seguente art. 4, si scioglierà al verificarsi di una delle seguenti condizioni:
1) Immediatamente, in caso di esito negativo del referendum;
2) Quando gli organi competenti e preposti predisporranno gli atti necessari all’espletamento della tornata elettorale, dalla quale uscirà la prima amministrazione del Comune Unico delle Cinqueterre, in caso di esito positivo del referendum.

Art. 3 PREMESSE
a. gli storici locali fanno risalire l’origine del termine “Cinque Terre” alla fine del XV sec. quando, un geografo genovese (Jacopo Bracelli in “Descriptio orae ligusticae”, 1448), elencando e descrivendo i possedimenti della “Serenissima”, individua i “quinque castella” (Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso) ed elencandoli tutti insieme, li tiene ben distinti e separati da una parte da Porto Venere e dall’altra da Levanto;
b. lo stesso geografo, subito dopo, descrive, con un certo appassionato trasporto quasi letterario, l’imponenza irripetibile del paesaggio agrario e la straordinaria tenacia degli abitanti che riescono a trarre del vino “… famoso anche in Francia e in Inghilterra…” da quei “…dirupi difficili da superare anche per degli uccelli in volo…”;
c. al cosiddetto “paesaggio costruito” delle Cinque Terre, già cinque secoli fa ben delimitato e descritto nella sua sostanza “fisica” ed “economico-sociale”, da alcuni anni è stata riconosciuta la dignità di patrimonio sottoposto alla tutela dell’UNESCO, e in funzione di esso è stato costituito il Parco Nazionale delle Cinqueterre;
d. tali riconoscimenti hanno semplicemente formalizzato, sia a livello nazionale che internazionale, la consistenza del valore di questo nostro territorio e, come logica e automatica conseguenza, hanno innescato, nei suoi confronti, un enorme interesse globale che sta convogliando in queste “terre” milioni di persone, invogliate a fruire legittimamente di questo patrimonio;
e. il nostro territorio, costruito nelle intenzioni dei nostri avi come una semplice struttura di produzione agricola, ha assunto le forme e la sostanza di un “bene culturale”, con fortissime capacità di attrazione turistica e quindi capace anche di attrarre investimenti e lavoro sia nella sua veste di normale “struttura agricola” sia come eccezionale “meta turistica”;
f. tale “paesaggio costruito” porta naturalmente con se, come non trascurabile funzione, quella di fattore collaborante all’equilibrio idro-geologico generale, che resta, in ogni caso, un valore assoluto al di sopra di qualsiasi altra possibile funzione;
g. il perdurare della precaria situazione delle finanze pubbliche non consente agli attuali tre Comuni di disporre singolarmente delle risorse economiche ed umane per affrontare in modo organico le enormi difficoltà derivanti dalla cronica fragilità del territorio, alla quale si stanno sovrapponendo le nuove problematiche originate da un repentino, e fino ad oggi non controllato, incremento della presenza turistica;
h. la nascita del Comune Unico delle Cinqueterre contribuirà ad aumentare in modo rilevante il peso e l’autorevolezza che la nuova entità amministrativa potrà far valere nelle varie sedi decisionali, sia a livello locale che nazionale ed internazionale, nelle quali vengono assunte scelte sia politico-istituzionali che economiche e “di mercato”, che hanno ripercussioni non trascurabili sulla vita quotidiana degli abitanti dei nostri borghi;
i. la nascita del Comune Unico delle Cinqueterre contribuirà definitivamente ed automaticamente all’attuazione di un’unica ed uniforme politica di programmazione e pianificazione in tutti i settori di competenza comunale (urbanistico-edilizio, programmazione turistica, pianificazione del 4 commercio, smaltimento dei rifiuti, gestione del suolo pubblico, gestione del patrimonio immobiliare pubblico, manifestazioni culturali, ecc…) con risultati al momento inimmaginabili;
j. il Comune Unico delle Cinqueterre potrà tutelare e rinforzare l’eccezionale modello di microimprenditoria diffusa che si è creato in seguito al forte incremento turistico e ad una certa ripresa delle attività agricole, attraverso l’attuazione di indirizzi di gestione unitari ed innovativi, sia nell’interesse generale sia nell’interesse dei singoli imprenditori essendo, fra l’altro, l’unico Ente pienamente titolato a gestire l’utilizzo del nome delle “Cinqueterre”, già da troppo tempo quanto mai abusato;
k. le attuali normative in materia di unioni e/o fusioni di Comuni oltre ad attivare nuove risorse finanziarie garantiscono anche, tramite una razionalizzazione del personale comunale attualmente in esercizio, una più efficiente gestione operativa in tutti i settori di competenza dell’unico Comune che si andrà a formare;
l. in un prossimo futuro l’attuale quadro legislativo potrebbe essere improvvisamente stravolto attraverso l’imposizione “dall’alto” di unioni e/o fusioni tra Comuni che, in quanto “forzate”, potrebbero associare unità territoriali prive di un comune denominatore fisico-funzionale e storico-culturale, costringendo le Cinqueterre o a dividersi fra loro o a fondersi con altre municipalità estranee alla propria intima e millenaria identità.

Art. 4 SCOPI
Scopo della Associazione è quello di risvegliare nei residenti delle Cinqueterre, nei centri abitati di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza, Monterosso, nei centri abitati “minori” e nelle case sparse comprese nel territorio delle Cinqueterre, la consapevolezza delle premesse di cui all’Articolo precedente e di promuovere e diffondere tra i cittadini residenti tutte le informazioni sulla legislazione in materia di fusioni tra Comuni, sulle relative fasi attuative, affinché i cittadini stessi possano avere la adeguata preparazione per partecipare in modo consapevole e responsabile alle varie fasi “burocratiche” preventive e, infine, al Referendum popolare che avrà come obiettivo la nascita del Comune Unico delle Cinqueterre formato dalla fusione delle attuali tre municipalità di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso.

Art. 5 I SOCI
Sono ammessi a far parte della Associazione tutti gli uomini e donne maggiorenni, residenti in uno dei tre Comuni delle Cinqueterre o loro familiari sino al 1° grado (coniuge, fratello, sorella, figlio/a), che accettano tutti gli articoli componenti il presente Statuto e del regolamento interno, che condividano gli scopi dell’Associazione e si impegnino a dedicare una parte del loro tempo per il loro raggiungimento. Sono altresì ammessi, tutte le associazioni, consorzi, circoli e similari, a carattere locale, le quali per l’iscrizione dovranno esibire domanda redatta dal Presidente della associazione, consorzio, circolo o similare, attestante che il richiedente presenta domanda in nome e per conto della associazione, consorzio, circolo o similare, legalmente dallo stesso rappresentata/o. L’organo competente a deliberare sulle domande di ammissione degli aspiranti soci è il Consiglio Direttivo. L’ammissione all’Associazione è deliberata dal Consiglio Direttivo su domanda scritta del richiedente nella quale dovrà specificare le proprie complete generalità, in base alle disposizioni di legge 675/97 tutti i dati personali raccolti saranno soggetti alla riservatezza ed impiegati per le sole finalità dell’Associazione previo assenso scritto del socio. Il diniego va motivato. All’atto dell’ammissione il socio si impegna al versamento della quota di autofinanziamento annuale nella misura fissata dal Consiglio Direttivo ed approvata in sede di bilancio dall’Assemblea ordinaria, al rispetto dello Statuto e dei regolamenti emanati. Il numero dei soci effettivi è illimitato stante comunque ai requisiti sopra richiesti. I soci sono tenuti al pagamento della quota sociale intrasmissibile ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilità della stessa. L’ammontare della quota annuale è stabilito dall’assemblea. Le attività svolte dai soci a favore dell’associazione e per il raggiungimento dei fini sociali sono svolte prevalentemente a titolo volontario e totalmente gratuite.

Art. 6 DIRITTI DEI SOCI
I soci aderenti alla Associazione hanno diritto di eleggere gli organi sociali e di essere eletti negli stessi, fatta salva quelli di prima nomina eletti dal Consiglio Direttivo, composto dai firmatari dell’Atto Costitutivo di associazione. Tutti i soci hanno diritti di informazione e di controllo stabiliti dalle leggi e dal presente Statuto. Il socio volontario non potrà in alcun modo essere retribuito, ma avrà diritto al solo rimborso delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata. L’Associazione si avvale in modo prevalente di attività prestata in forma volontaria e gratuita dei propri associati. Tutti i soci hanno diritto all’accesso ai documenti, delibere, bilanci, rendiconto e ai registri dell’associazione. Tutti i soci maggiorenni hanno diritto di voto.

Art. 7 DOVERI DEI SOCI
Gli aderenti svolgeranno la propria attività nell’Associazione in modo personale, volontario e gratuito senza fini di lucro, in ragione delle esigenze e disponibilità personali dichiarate. I soci sono tenuti al pagamento della quota sociale. Il comportamento verso gli altri aderenti ed all’esterno dell’Associazione deve essere animato da spirito di solidarietà ed attuato con correttezza, buona fede, onestà, probità e rigore morale, nel rispetto del presente Statuto e delle linee programmatiche emanate.

Art. 8 RECESSO/ESCLUSIONE DEL SOCIO
Il socio può recedere dall’Associazione mediante comunicazione scritta da inviare al Consiglio Direttivo. Il recesso ha effetto dalla data di chiusura dell’esercizio sociale nel corso del quale è stato esercitato. Il socio può essere escluso dall’Associazione in caso di inadempienza dei doveri previsti all’art. 7 o per altri gravi motivi che abbiano arrecato danno morale e/o materiale all’Associazione stessa. L’esclusione del socio è deliberata dal Consiglio Direttivo e deve essere comunicata a mezzo lettera al medesimo, assieme alle motivazioni che hanno dato luogo all’esclusione e ratificata dall’assemblea dei soci alla prima riunione utile. I soci receduti e/o esclusi che abbiano cessato di appartenere all’Associazione, non possono richiedere restituzione dei contributi versati.

Art. 9 GLI ORGANI SOCIALI
Gli organi sociali sono:
– L’assemblea dei soci;
– Il Consiglio Direttivo;
– Il presidente.

Il primo Consiglio Direttivo viene costituito dai firmatari dell’Atto Costitutivo, rimane in carica per il periodo e il raggiungimento degli scopi di cui all’art. 4 del presente Statuto. Il Consiglio Direttivo, composto come sopra, provvede alla nomina del presidente del vice presidente e del tesoriere. La durata delle nomine anche in questo caso coincide con la durata ed il raggiungimento degli scopi di cui all’art. 2 del presente Statuto. Le cariche di presidente, vice presidente e tesoriere, non devono essere assunte da persone che ricoprano incarichi di amministratore pubblico a qualsiasi livello, inoltre non possono ricoprire le cariche in oggetto tutte quelle persone che sono espressione di partiti politici. Tutte le cariche sociali sono assunte a totale titolo gratuito.

Art. 10 L’ASSEMBLEA
L’assemblea è l’organo sovrano dell’Associazione. L’assemblea dei soci è costituita dai soci e convocata almeno 1 volta l’anno dal presidente dell’Associazione o da chi ne fa le veci. L’assemblea dei soci è presieduta dal Presidente stesso o da un suo delegato nominato tra i membri del consiglio direttivo. Deve essere inoltre convocata:
A) quando il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario;
B) quando lo richiede almeno 1 decimo dei soci. Gli avvisi di convocazione devono contenere gli ordini del giorno dei lavori, la sede ove si tiene la riunione e l’ora della stessa, da predisporsi tramite via informatica e affissione di almeno due comunicati per ciascun paese. L’assemblea può essere ordinaria e straordinaria. È straordinaria l’assemblea convocata per la modifica dello Statuto o per lo scioglimento dell’Associazione. È ordinaria in tutti gli altri casi. L’assemblea ordinaria è valida in prima convocazione se è presente la maggioranza degli iscritti aventi diritto al voto, in seconda convocazione, da tenersi anche nello stesso giorno con almeno la presenza di 1/3 degli associati. Hanno diritto di partecipare alle assemblee, di votare, di essere eletti, tutti i soci iscritti, purché in regola con il pagamento della quota. È prevista la possibilità di delegare la partecipazione all’assemblea da parte di un socio ad un familiare (coniuge, figlio/a, fratello, sorella), o ad altro socio.

L’assemblea ordinaria:

a) Elegge il presidente (tranne nel caso di prima nomina vedi art. 9 presente Statuto) in caso di dimissioni o in caso di circostanze di forza maggiore occorse;
b) Elegge il Consiglio Direttivo (tranne nel caso di prima nomina vedi art. 9 presente Statuto) in caso di dimissioni di un membro, o per cause di forza maggiore occorse;
c) Propone iniziative, indicandone modalità e supporti organizzativi;
d) Approva il rendiconto predisposto dal Consiglio Direttivo;
e) Fissa annualmente l’importo della quota sociale di adesione;
f) Ratifica le esclusioni dei soci deliberate dal Consiglio Direttivo;
g) Approva il programma annuale dell’Associazione.

Le deliberazioni dell’assemblea ordinaria vengono prese a e/o maggioranza dei presenti, rappresentanti diretti o per delega, sono espresse con voto palese, tranne quelle su problemi riguardanti le persone o quando l’assemblea lo ritenga opportuno. Ogni socio ha diritto ad esprimere un solo voto e può rappresentare non più di tre deleghe in sostituzione di un socio. Le discussioni e le deliberazioni dell’assemblea ordinaria e straordinaria sono riassunte in un verbale che viene redatto da un componente dell’assemblea appositamente nominato. Il verbale viene sottoscritto dal Presidente e dall’estensore è trascritto su apposito registro conservato a cura del Presidente nella sede dell’Associazione. Ogni socio ha diritto di consultare i verbali delle sedute e a richiederne a proprie spese copia.

L’Assemblea Straordinaria:
– Approva eventuali modifiche allo Statuto con la presenza di 2/3 dei soci e con decisione deliberata a maggioranza dei presenti;
– Scioglie l’Associazione e ne devolve il patrimonio con il voto favorevole dei 3/4 dei soci.

Art. 11 IL CONSIGLIO DIRETTIVO
L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo eletto come dagli art. 9 e 10 del presente statuto. Il Consiglio Direttivo è composto da n.22 membri. Possono fare parte del Consiglio Direttivo i soci o i loro familiari sino al 1° grado (coniuge, fratello, sorella, figlio/a). La convocazione del Consiglio Direttivo è decisa dal Presidente o a richiesta e automaticamente convocata da 3 membri del Consiglio Direttivo stesso. Le delibere devono avere il voto della maggioranza assoluta dei presenti, a parità di voti prevale il voto del Presidente.

Il Consiglio Direttivo:
1. Compie gli tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione;
2. Redige e presenta all’assemblea il rapporto annuale sulle attività svolte dall’associazione;
3. Redige e presenta all’assemblea il bilancio consuntivo e quello preventivo ed il rendiconto economico;
4. Ammette nuovi soci;
5. Esclude i soci salva successiva ratifica dell’assemblea ai sensi dell’art. 7 del presente Statuto.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti.
Nell’ambito del Consiglio Direttivo sono previste almeno le seguenti figure:
– Il presidente (eletto come agli art. 9 e 10 del presente statuto);
– Il vice presidente (eletto come agli art. 9 e 10 del presente statuto), che in caso di impedimento del presidente assume tutti gli incarichi;
– Il tesoriere (eletto come agli art. 9 e 10 del presente statuto).

Art. 12 IL PRESIDENTE
Il Presidente eletto come dagli art. 9 e 10 del presente Statuto, ha la legale rappresentanza dell’Associazione, presiede il Consiglio Direttivo e l’assemblea. Rappresenta l’Associazione di fronte alle autorità ed è il suo portavoce ufficiale. Il Presidente rimane in carica così come riportato all’art. 5 del presente Statuto, fatte salve le dimissioni o i casi di causa maggiore previsti dall’art, 9 e 10 del presente Statuto. Convoca l’assemblea dei soci e il Consiglio Direttivo sia in caso di convocazioni ordinarie che straordinarie. Dispone dei fondi sociali con provvedimenti controfirmati dal tesoriere. Nel caso di dimissioni o di cause maggiori, il presidente viene eletto dall’Assemblea a maggioranza di voti dei presenti, e può essere scelto tra i soci o i loro familiari sino al 1° grado (coniuge, fratello, sorella, figlio/a).

Art. 13 MEZZI FINANZIARI
I mezzi finanziari per il funzionamento dell’Associazione provengono:
– Dalle quote versate dai soci nella misura decisa annualmente dal Consiglio Direttivo e ratificata dall’assemblea;
– Dai contributi, donazioni, lasciti in denaro o in natura provenienti da persone fisiche e/o enti le cui finalità non siano in contrasto con gli scopi sociali; il Consiglio Direttivo potrà rifiutare qualsiasi donazione che si tesa a condizionare in qualsivoglia modo l’Associazione.
– Da iniziative promozionali.

Art. 14 ESERCIZIO SOCIALE
L’esercizio sociale si chiude il trentuno (31) di dicembre di ogni anno.

Art. 15 RENDICONTO ECONOMICO
Il rendiconto economico è predisposto dal Consiglio Direttivo e approvato dall’assemblea entro la data del 30 aprile dell’anno successivo alla chiusura dell’esercizio sociale. Il rendiconto economico è depositato presso la sede dell’Associazione, e sarà disponibile sul sito dell’Associazione che verrà predisposto. È fatto divieto di distribuire in modo indiretto utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve, o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

Art. 16 MODIFICHE STATUTARIE
Questo Statuto è modificabile con la presenza dei due terzi dei soci dell’Associazione e con voto favorevole della maggioranza dei presenti. Ogni modifica o aggiunta non potrà essere in contrasto con gli scopi sociali, con la dottrina e il regolamento interno e con la legge italiana.

Art. 17 SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE
Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati convocati in assemblea straordinaria o al raggiungimento dello scopo di cui all’art. 4. L’assemblea che delibera lo scioglimento dell’Associazione nomina uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio che residua dalla liquidazione stessa. La devoluzione del patrimonio sarà effettuata con finalità di pubblica utilità a favore di associazioni di promozione sociale di finalità similari salvo diversa destinazione imposta per legge.

Art. 18 DISPOSIZIONI FINALI
Per tutto ciò che non è espressamente previsto si applicano le disposizioni contenute nel codice civile e nelle leggi vigenti in materia. Il presente Statuto è composto da n. 18 articoli e va da pagina 4 a pagina 8 del presente atto, e dovrà essere registrato secondo le attuali norme entro la data del 30.04.2016.

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